Fare impresa

Origine dell’idea

L’idea si è concretizzata due estati fa, in Puglia, vedendo prati, uliveti a perdita d’occhio con sterpaglie, trulli diroccati, masserie in abbandono con tanti terreni abbandonati perché, dati i prezzi odierni degli alimenti vegetali, i coltivatori non riescono a sopravvivere. Nasce così il primo nucleo del progetto: come pensare a coltivazioni e filiere diverse, innovative, in grado di assicurare un margine economico sufficiente a convincere le persone a rimanere sul territorio?

La distillazione delle piante officinali (PO) potrebbe essere un modo di ottenere prodotti ad alto valore aggiunto in grado di sostenere o integrare il reddito di un’impresa agricola di montagna?

 

Temi principali

Tornati a Verona, abbiamo valutato che anche da noi, sulle prealpi venete, vi sono fenomeni simili. I territori montani italiani soffrono di problemi a volte accentuati rispetto ad altre aree geografiche svantaggiate: le attività agricole si vanno riducendo sempre più velocemente, per la diaspora dei giovani e per le difficoltà economiche e la concorrenza di altri attori sul mercato. Le conseguenze sono da anni visibili a tutti: abbandono dell’agricoltura e dei pascoli, monocolture intensive a vitigno che si estendono verso l’alto a volte deturpando il paesaggio, inaridendo la terra e diminuendo la biodiversità, giovani che spesso non raccolgono il testimone e i loro vecchi costretti ancora a faticare da soli o a vendere alla grande cooperativa a meccanizzazione spinta con ulteriore riduzione della forza lavoro.

 

La coltivazione e la prima trasformazione delle PO, che non hanno bisogno di grandi cure agricole, teoricamente dovrebbero generare un prezzo alla vendita superiore a quello del foraggio, la cui produzione è probabilmente attività agricola predominante dai 600-700 m di altezza s.l.m. in su.

 

Come dimostrato da alcune isolate esperienze di questi ultimi anni in campi affini (frutti di bosco, patate, ecc..), portare in questi territori una filiera più corta sembra la via d’uscita obbligata per ottenere un margine di guadagno maggiore per il coltivatore di montagna rispetto alle attività agricole presenti.

 

Per dar corpo a tutto ciò servono, nell’ordine:

  1. una rete di agricoltori
  2. un consorzio
  3. identificare un processo produttivo

 

  1. La distillazione è permessa all’agricoltore
  2. l’agricoltore può scegliere di vendere l’OE al cliente nel suo spaccio o al mercato mentre per venderlo a terzi serve un piccolo laboratorio
  3. permette di ottenere un prodotto dall’elevato valore aggiunto

 

La coltivazione di specie aromatiche da OE andrebbe accompagnata da prodotti diversi come ad es. servizi (formazione, informazione sulle piante e sulla storia del territorio, visite guidate, ecc…).

 

Altre ricadute per il territorio

L’instaurarsi di una filiera corta dedicata alle PO, comprendente più soggetti produttivi e unconsorzio, potrebbe favorire inoltre:

  • il ritorno dei giovani nel territorio
  • un legame con le attività di ricezione turistica
  • la riduzione del fenomeno dell’abbandono delle superfici agricole
  • il recupero di terreni abbandonati (seminativi, pascoli, boschi, ecc..)
  • la diminuzione del rischio di antropizzazione
  • il contrasto alla diminuzione della biodiversità
  • lo sviluppo di un’attività culturale, formativa ed educazionale[1] volta al recupero e alla valorizzazione delle tradizioni locali sulla raccolta e l’utilizzo delle erbe medicamentose ed essenzifere dei singoli territori[2].

 

Per cogliere questi e altri obiettivi, il 5 novembre 2014 è stata pertanto fondata a Verona l’associazione OfficinaLessinia[3].

 

Chi siamo e cosa proponiamo

Possediamo alcune competenze utili al successo dell’impresa: il consiglio direttivo dell’Associazione è attualmente costituto da uno specialista di OE e di impianti di distillazione, con agganci al mercato, un farmacista esperto nella comunicazione di prodotti della salute, un responsabile marketing e commerciale, un docente ai corsi di Trentinerbe e una ricercatrice dell’Università di Padova.

Ciò che ci proponiamo di fare è soprattutto la promozione di nuove attività economiche locali, puntando su specie autoctone.

 

La Lessinia: fatta apposta per le PO

Per ciò che concerne la coltivazione di PO, l’altopiano dei monti Lessini che dominano Verona possiede almeno tre caratteristiche peculiari o punti di forza.

 

  1. Caratteristiche botaniche peculiariper la produzione di alcune specie officinali caratteristiche e storiche della Lessinia

 

  1. Caratteristiche del territorio
  • ben circoscritto (Val d’Adige a Ovest – Val d’Illasi / Val D’Alpone a Est)
  • ben riconoscibile per i tratti inconfondibili del paesaggio: dolci colline erbose solcate da canali o vaj boscosi profondi e, più in alto, le caratteristiche formazioni di lastre di pietra di Prun da cui derivano il famoso marmo ‘rosso veronese’, le numerosissime cave e segherie locali e soprattutto le coperture dei tetti di abitazioni, officine e malghe
  • sede del parco regionale della Lessinia
  • è a pochi km e a manciate di minuti dal centro della quarta città turistica d’Italia, oltre che importante e trafficato snodo commerciale e viario.

 

  • Caratteristiche pedoclimaticheideali per la crescita di PO ad alto contenuto di sostanze pregiate.

 

Non si intende scoprire nulla di nuovo, ma rispolverare vecchie ricette ancora valide: le piante aromatiche sono infatti state individuate fin dagli anni ’70 da eminenti esperti ed economisti locali quale il possibile motore trainante di un’economia della montagna veronese[4].

 

Attività

Cruciale per il successo di un progetto come questo sono naturalmente:

  1. la rete dei coltivatori
  2. l’aggancio ad un mercato all’ingrosso e al dettaglio
  3. la prima fase da gestire con distillazioni prova
  4. la stesura di un disciplinare
  5. i test di qualità e analisi sui prodotti (Università)
  6. l’attività di corsi, visite guidate di riconoscimento e raccolta
  7. le collaborazioni con altre realtà produttive
  8. la commercializzazione

 

Reti create

Collaborazioni in essere:

  • Formazione universitaria e post-universitaria: l’impresa ha già in essere contatti e accordi con l’Università di Padova che ha diretto uno studio sulla risorsa PO per la montagna. Analogo studio si pensa di mettere in atto in Lessinia, volto anche alla titolazione delle preparazioni da PO della Lessinia. Tale valutazione andrà ad arricchire il pedigree dei prodotti ‘made in Lessinia’. Siamo alla ricerca di fondi per questo punto.
  • Istituti agrari superiori statali
  • tecnici con esperienza ‘ad hoc’ sulle PO. Per continuare la collaborazione anche in questo caso siamo alla ricerca di fondi.
  • Associazioni di categoria (produttori biologici)
  • rete di distillatori online
  • aziende terziste di settore
  • Associazioni sul territorio per l’appoggio logistico (riunioni, corsi, ecc..) e l’inserimento sociale
  • Imprese media: grafici, stamperie, e-commerce house, ecc.

 

Timing

2015

  • messa a punto di brand, immagine, web, social media
  • riunioni con agricoltori aderenti
  • stesura disciplinare
  • test di materiale aromatico distillato
  • campionatura terreni e trapianti negli appezzamenti pilota in Lessinia
  • allargamento dell’area impiantata con altre piante
  • comunicati stampa, corsi, convegni
  • gite di riconoscimento e raccolta PO spontanee in Lessinia con successive esperienze di distillazione
  • messa a punto della sede operativa in Lessinia
  • apertura (formalizzazione) dell’impresa
  • inaugurazione sede con festa.

 

 

Verona, aprile 2015

[1] Corsi di formazione su coltivazione, distillazione, utilizzi, storia della flora, ecologia, raccolta sostenibile, recupero di specie autoctone e simili di PO e OE, diretti a agricoltori, erboristi, farmacisti, medici, naturopati, operatori della filiera delle PO, cittadini interessati ad acquisire conoscenze su utilizzo delle PO.

[2] Come testimoniato dalla ricerca “Medicina popolare: studio etnobotanico nel parco della Lessinia, Relatore Stefano Bona, Facoltà di agraria e farmacia, Padova, 2004”, un patrimonio culturale di conoscenze sulla medicina naturale e sull’utilizzo delle PO in Lessinia si va purtroppo perdendo. Un fenomeno che il presente progetto intende contrastare.

[3] www.officinalessinia.it   https://www.facebook.com/pages/Associazione-OfficinaLessinia/1484989561788717?fref=ts

[4]   Vita Veronese, le PO della Lessinia, 1978. Quaderno dei Cimbri, ed. Tzimbar,1998.

3 pensieri su “Fare impresa”

  1. Complimentissimi!!! È un’idea che da sempre desidero sviluppare anche nella mia isola (la Sardegna) per poter sfruttare le caratteristiche botaniche del mediterraneo ed endemiche della Sardegna . Sarebbe veramente bello.
    Ancora complimenti! Teneteci informati.
    Stefania.

    1. Grazie dei complimenti. Abbiamo dei contatti anche in Sardegna per la produzione di materiali aromatici, e speriamo di visitare l’isola in breve tempo. In caso vi faremo sapere. Buone cose

  2. Mi piace molto condivido gli intenti, da due anni ho intrapreso una mia attività agricola di coltivazione di piante officinali in Castelnuovo con essiccazione e distillazione diretta, per poi produrre in out sourcing una linea di prodotti (attualmente sette referenze) col mio marchio Campo San Martino che vendo direttamente come azienda agricola a filiera corta. C’è sicuramente spazio per un prodotto di nicchia di alta qualità, i nostri territori sono assolutamente vocati. Io faccio lavanda angustifolia, timo, elicriso, menta, rosmarino, salvia, melissa, peperoncino, more lockness ed altre minori, ed i terreni morenici sono estremamente adatti. Io sto sviluppando a complemento apicoltura per la cera d’api, per il miele dolcificante per le tisane, la propoli ed il polline. Mi piacerebbe incontrarvi al più presto per uno scambio e magari delle collaborazioni.

Lascia un commento